Il docufilm

Dal 17 al 19 novembre 2015, l’Unità di Intervento Nazionale di Enpa Onlus ha effettuato, sotto la guida di Antonio Fascì, una missione di supporto a Banja Luka e a Prijedor, nella Krajina bosniaca, a favore delle associazioni Sapa u srcu – Zampa nel cuore e Prijedor Emergency. È stata la terza missione di Enpa, dopo quelle del 2013 e del 2014. Oltre agli aiuti per i randagi – forniti da ben 53 Sezioni dell’Enpa – i volontari hanno incontrato i vertici istituzionali e hanno visitato strutture pubbliche e private che ospitano animali.

Il docufilm Ina e gli altri racconta la missione e mostra le condizioni in cui vivono i cani randagi in Bosnia Erzegovina, in particolare nel noto canile di Kurevo, struttura in cui i cani vengono soppressi.

L’Unità di Intervento Nazionale ha portato in Italia, rientrando, alcuni cani salvati e già adottati da famiglie italiane. Tra questi c’è Ina. Le abbiamo dato lo stesso nome della volontaria bosniaca che l’ha salvata e curata. Ina ha nove mesi ed è stata trovata con un profondo taglio alla gola. Ora sta bene e vive felice in Italia.

 

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Ina (la volontaria) e Ina (il cane)

Il docufilm è stato realizzato da Michele Gualano con l’amichevole partecipazione di Massimo Wertmuller e con le musiche degli Yo Yo Mundi.

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Massimo Wertmuller

Ina e gli altri cani portati in Italia ora corrono e scondinzolano felici. Sono fortunati, loro. A poche centinaia di chilometri dalle nostre frontiere e a pochi, pochissimi dai confini dell’Unione Europea altri cani – e sono tanti – muoiono. Di malattia. O vengono uccisi da chi dovrebbe invece prendersene cura e proteggerli.

Venti anni fa, grazie agli accordi di Dayton, è finita la sanguinosa guerra in Bosnia Erzegovina. Ma c’è una guerra che non è ancora finita: quella dichiarata dagli uomini contro gli animali.  E non c’è nessun dopoguerra.

In questo sito pubblichiamo il docufilm in versione integrale e i materiali documentali, video e fotografici raccolti. La Bosnia Erzegovina sta per presentare ufficialmente domanda di adesione all’Unione Europea. Per entrare a far parte della grande famiglia Ue deve adeguare normative e pratiche – anche sugli animali – agli standard comunitari.